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Sintesi.

Nel  1848,  in  quasi  tutti i paesi europei, la tensione  sociale  di
origine  politica,  combinandosi variamente a quella  causata  da  una
grave   crisi  economica,  determin  lo  scoppio  di  una  serie   di
rivoluzioni. (Paragrafo 1).
In  Francia, la risposta repressiva data dal sovrano alla richiesta di
riforme avanzata dalle forze dell'opposizione innesc un'insurrezione,
che  si  concluse con la fuga del re e la proclamazione della  seconda
repubblica. Dopo un breve periodo di equilibrio tra liberali moderati,
liberali  democratici e socialisti, i primi ebbero il  sopravvento  e,
repressa  duramente una rivolta operaia, consolidarono definitivamente
la loro supremazia. Nel dicembre del 1848 Luigi Napoleone Bonaparte fu
eletto presidente della repubblica.   (Paragrafi 2 e 3).
Tra  febbraio  e  marzo del 1848, sotto l'influsso  degli  avvenimenti
parigini,  scoppiarono tumulti e sommosse anche  nella  Confederazione
germanica.  All'inizio  questi  sembrarono  sortire  i  loro  effetti:
numerosi  sovrani concessero la Costituzione e a Francoforte si  form
un'Assemblea   costituente  tedesca,  che  avrebbe   dovuto   decidere
l'assetto  istituzionale del nuovo stato unitario. Tra il  1848  e  il
1849, per, nei vari stati della Confederazione i sovrani restaurarono
gli antichi regimi; anche l'Assemblea costituente non raggiunse il suo
obiettivo e venne sciolta.  (Paragrafo 4).
Tra  marzo ed aprile la protesta si estese anche all'impero austriaco;
la prima a insorgere fu Vienna, seguirono Pest, Venezia, Milano, Praga
e  Cracovia, cio le nazionalit ungherese, italiana, ceca e  polacca,
che   rivendicavano  l'indipendenza  o  una  maggiore  autonomia.   La
rivoluzione  scoppiata  a Cracovia fu subito  duramente  repressa;  le
altre  ebbero  sviluppi  diversi,  ma  tutte  si  conclusero  con  una
sconfitta.
In  Italia,  le  insurrezioni scoppiate a Venezia e a  Milano  dettero
origine ad una guerra tra l'Austria e il regno di Sardegna, nota  come
prima  guerra  d'indipendenza. L'invio  di  contingenti  militari  dal
granducato  di Toscana, dallo Stato pontificio e dal regno  delle  due
Sicilie   fece  assumere  un  carattere  apparentemente  federale   al
conflitto,  presto smentito dall'ambigua condotta di Carlo  Alberto  e
dall'assenza di qualsiasi accordo tra i sovrani italiani, i  quali  si
affrettarono  ad ordinare il ritiro delle loro truppe. Dopo  un  lento
inizio  e  qualche  parziale successo, Carlo Alberto  fu  sconfitto  a
Custoza il 25 luglio 1848.  (Paragrafi 6 e 7).
Il   fallimento   della  guerra  sabauda  fu  seguito  dalla   ripresa
dell'iniziativa  dei  democratici  e  dei  repubblicani:  nello  Stato
pontificio  il papa fu costretto a fuggire a Gaeta e venne  proclamata
la  repubblica;  in  Toscana si form un governo di  democratici,  che
indusse anche il granduca a rifugiarsi a Gaeta.
Il   20  marzo  del  1849,  Carlo  Alberto,  sollecitato  dal  governo
piemontese   e  dall'opinione  pubblica,  riprese  la  guerra   contro
l'Austria,  ma, dopo soli tre giorni, fu definitivamente  sconfitto  a
Novara.  (Paragrafo 8).
Dopo  Novara,  gli austriaci attuarono la restaurazione nel  Lombardo-
Veneto,  nei  territori  settentrionali dello Stato  pontificio  e  in
Toscana.  La  repubblica  romana, difesa da Garibaldi,  fu  cancellata
dalle  truppe francesi, intervenute a sostegno del papa, che da  Gaeta
si  era  appellato  alle potenze europee affinch  intervenissero  per
ristabilire  il  suo potere temporale. Venezia fu  di  nuovo  occupata
dagli austriaci, dopo tre mesi di strenua resistenza.  (Paragrafo 9).
In  quasi nessuno degli stati coinvolti nell'ondata rivoluzionaria del
1848  erano  stati  raggiunti gli obiettivi che gli insorti  si  erano
proposti. Solo la borghesia francese poteva ritenersi soddisfatta. Dai
fallimenti,  comunque, saranno tratte indicazioni per altre  possibili
soluzioni dei vari problemi politici. (Paragrafo 10).
